MAMMA…

Sono solo nove giorni che mi hai lasciata, e sinceramente non riesco ancora a rendermene perfettamente conto. Ti ho vista in quel letto d’ospedale, sembravi che dormivi… E mi sono stramaledetta per non essere partita da casa prima per vederti e parlarti per l’ultima volta. Come non mi perdonerò di non essere venuta lunedì, esattamente il giorno prima. E portarti il gelato che tanto desideravi! Mamma, quante incomprensioni ci sono state tra di noi, tante cose non dette per orgoglio (da parte mia). Hai passato gli ultimi due anni e mezzo in quell’istituto che tanto detestavi, e quante volte hai tirato in ballo questo discorso. E quante volte ti ho risposto che ti eri messa da sola in quella situazione, perchè avevi sempre riposto fiducia nelle persone sbagliate. Ovviamente non l’avresti mai ammesso, sia per orgoglio, sia per coprire quelle persone che ti avevano promesso determinate cose e poi si sono rivelate tutt’altre. Mi facevi rabbia e tenerezza insieme, ma io oramai non potevo fare niente, perchè avevi preso determinate decisioni con un’altra persona. Sai benissimo che ho sempre agito in modo da poterti aiutare. Ora sono rimasta da sola a festeggiare il mio compleanno, perchè tutt’e due siamo nate il 23 settembre. I miei compleanni futuri saranno sempre velati di malinconia. Sto cercando di farmi forza, e sento che tu da lassù mi stai infondendo tutto il coraggio possibile nell’andare avanti. A volte in cuor mio mi sembra di sentirti che mi parli, che mi dici cosa è giusto e cosa è sbagliato. Che devo andare avanti, non pensare più al passato. Ma sai meglio di me che i pensieri arrivano da soli. Circa tre giorni dopo la tua morte, ti ho cercata con il pensiero, ed ho sentito che stavi bene, e mi dicevi di stare tranquilla, che avevi ritrovato papà e tutti i cari che non ci sono più. Sai, domenica scorsa siamo andati a fare un giro ad Alagna. Eravamo in un ristorante, e all’improvviso hanno messo una canzone di Glenn Frey “You belong to the city” che era la canzone mia e di Flavio. (Flavio era il mio fidanzato di circa 20 anni fa con cui mi dovevo sposare, ma è morto in un incidente sul lavoro). Ho pensato che lassù avevi incontrato Flavio, e lui mi ha dato un segnale che mi stava vicino in quel momento di dolore. Non sono matta, e sono credente. Soprattutto credo nell’aldilà, che ci sia un mondo migliore, senza questa cattiveria, rivalità, invidie e gelosia che ci sono qui sulla terra. Mamma, continua ad infondermi la tua forza, ne ho tanto bisogno! Ti ho voluto tanto bene, e mi sento in colpa per questi due anni che ogni tanto per risentimento ho detto delle cose che ti potevo evitare. Tanto oramai i giochi erano fatti, e tu non stavi bene. Spero mi perdonerai, anche se so che l’hai già fatto. Mi conforta che abbiamo passato l’ultimo compleanno e l’ultimo Natale insieme. Altrimenti non me lo sarei mai perdonato! Quante volte avrei voluto dirti ti voglio bene, ma le parole rimanevano soffocate in gola. Come vedrai da lassù, e come mi rimproveravi anche in vita, non riesco a dire ti amo neanche a mio marito. E questo non perchè non lo amo, ma perchè non ci riesco, lo dimostro in altri modi. Ma sai anche questo… Hai avuto una vita durissima, piena di privazioni e dolori. Avresti meritato una vita migliore, anche se hai sempre detto che avresti rifatto tutto. Voglio credere che sia così. E spero di poter rivedere te e papà, e tutti i cari. Stasera alla tele c’è il concerto dei Queen, ed io non riesco a guardarlo, perchè a te piacevano, adoravi Freddy Mercury, e a me fa male sentire le loro canzoni. Non riesco ad ascoltare la musica, mi tira fuori tutte le emozioni, e non voglio piangere. Voglio essere forte, devo ritrovare l’equilibrio a modo mio. Mamma, stammi sempre vicino, e ricordati che ti ho sempre voluto bene.

Con immenso amore, tua figlia Paola.

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